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Ma cos’è LaTeX?

E soprattutto: a cosa può servire a un comune mortale?

Ogni tanto incontriamo qualcuno che cerca di raccontarci le meraviglie di LaTeX. Si tratta spesso di persone non tanto giovani, che gravitano nel mondo della ricerca scientifica e si cibano di equazioni e formule. Per loro non esiste niente di meglio che infilarsi in quel mondo fatto di codici complicati e incomprensibili, dove si battono tasti all’impazzata senza mai usare il mouse, e se sei bravo viene fuori una pagina stampata in modo professionale, come quelle che si trovano nei testi accademici o nelle varie riviste di fisica o astronomia. Se non sei tanto bravo, ottieni solo una sfilza di messaggi di errore incomprensibili. In realtà, al giorno d’oggi trovi anche tanti detrattori di questo antico sistema tipografico, risalente ormai a oltre quarant’anni fa. Si dice che si può fare tutto con Word, il grande rivale di uso ormai universale. D’altra parte, ormai da molti anni Word è diventato un linguaggio moderno del tipo Xml (eXtensive Markup Language), che per giunta può incorporare e utilizzare codici creati in altri ambienti, come appunto LaTeX. Insomma, tutto si tiene, il cerchio si chiude.

Si potrebbe concludere: chi vuole usare Word perché si trova a proprio agio con la formattazione visuale, faccia pure, e facciano pure coloro che preferiscono la formattazione testuale tipica dei sistemi più vecchi. Dove sta il problema? Ebbene, il problema è nei risultati. Con Word, con tutto l’impegno riesci a ottenere testi quasi perfetti, ma non professionali. Se ti accontenti, ok. Ma prova a mostrare a un tipografo professionista un testo impaginato in Word. Ti dirà che si vede che è impaginato in Word. Loro usano i programmi professionali, tipo quelli della suite Adobe, e altri sistemi accessibili solo con contratti annuali e con restrizioni sul numero di utenti e postazioni. Sistemi chiusi, perfetti. Inoltre li sanno usare, il che significa avere studiato. Non sono cose che si improvvisano, acquistando o peggio procurandosi versioni pirata dei sistemi costosi, su cui pasticciare alla rinfusa.

Tornando al nostro tipografo, esperto e schizzinoso, prova ora a mostrargli un testo impaginato in LaTeX. Probabilmente ti dirà che è perfetto, che rispetta gli standard dell’arte dell’impaginazione tipografica, che ha i giusti equilibri, le interlinee corrette come pure la composizione delle singole parole. Insomma lo vede come un testo professionale. Tutto ciò, anche se si tratta di un testo piano, senza formule e altre strutture complesse. Come mai?

La differenza è nelle cose che non si vedono, come in tutte le arti. Immaginiamo la differenza tra un’orchestra che suona sotto la direzione di un maestro, e la stessa orchestra che suona lo stesso brano sotto la direzione di un metronomo. Può funzionare, no? Certo, si ottiene la stessa musica, con la stessa precisione, ma manca una cosa: il tocco. Il tocco del tipografo è come quello del direttore d’orchestra: ricerca l’armonia. Avvicina, allontana, sistema manualmente i singoli pezzetti di testo in modo da ottenere delle belle righe, evita gli inestetismi di piccole parole che stanno da sole all’inizio di una pagina (orfani), o di paragrafi che cominciano con una sola riga a fine pagina (vedove), o troncature di parole a fine riga troppo frequenti, o linee troppo lunghe o troppo corte, o pagine troppo fitte o troppo rade, o titoli sbilanciati come corpo o posizione…

Tutto ciò è il compito che si è prefisso Leslie Lamport ormai tanti anni fa. Il suo progetto si chiama: LaTeX, a Document Preparation System. L’idea era proprio quella di applicare l’arte della tipografia manuale a un sistema elettronico. Lo fece basandosi sul “cuore” già esistente di TeX, il capolavoro di Donald Knuth rivolto soprattutto ai matematici, a cui aggiunse tutte le funzionalità che servono per impaginare documenti di qualunque tipo, dal saggio al romanzo, dalla raccolte di poesie alla presentazione.

Poi negli anni c’è stata una costante evoluzione, e migliaia di persone hanno contribuito con idee, aggiunte, specializzazioni in vari settori, progettazione di nuovi set di caratteri eccetera. Oggi LaTeX è un mondo complesso come una grande città: al primo impatto ti sgomenta e ti senti perduto, ma poi impari a conoscere le tue strade e i tuoi punti di riferimento, e scopri che ci puoi vivere tanto meglio proprio grazie a quella complessità che all’inizio ti ha spaventato. Ora possiamo tornare alla domanda iniziale. A cosa può servire LaTeX a una persona normale?

Ovviamente parliamo di persone normali che in qualche modo hanno a che fare con l’editoria. Quando è stato creato LaTeX, il numero di persone nel mondo che utilizzavano i computer per creare documenti con requisiti di alta qualità tipografica e grafica era molto basso. Oggi quasi tutte le aziende hanno qualcuno che si occupa di progettare la comunicazione visiva sotto forma di testo e grafica. Inoltre sono cresciute le offerte di servizi di stampa per il settore del self-publishing. Insomma c’è tanta gente che ha bisogno di qualcuno che si occupi degli aspetti tecnici del proprio lavoro di editore, piccolo o grande, senza doversi preoccupare troppo di kerning o di ligature, di baselines, di glifi, di giustezze e di altri aspetti di questo meraviglioso mestiere. Tutte queste persone possono probabilmente trovare la loro strada, i loro punti di riferimento e le loro fermate del metro nella grande metropoli che si chiama LaTeX e che è, per giunta, completamente gratuita per tutti.

Per quelli che sono curiosi di capire di cosa si tratta, esistono fin troppe pagine internet che promettono di insegnare LaTeX in mezz’ora. Così come quelli che pretendono di insegnarti l’inglese in una settimana. Non è mai vero. Un linguaggio è una filosofia, va capito dapprima nella sua logica, e poi imparato e trasformato in uno strumento utile. Per questo sarebbe sempre meglio partire da una buona lettura. Sta per uscire un manuale, curato da uno del nostro gruppo, che prova a fornire le basi solide per poter comprendere e padroneggiare il sistema. Si tratta della seconda edizione di un volume ormai vecchio, che dal 1993 sta sulle scrivanie di moltissimi utenti di LaTeX. Lo stesso autore si è stupito della longevità del suo lavoro, tanto da farsi convincere a rimetterci sopra le mani per trasformarlo in un manuale adatto all’utente del 2022. Dato che questo manuale insegna un mestiere, non è né facilissimo né velocissimo, ma potete stare certi che vi ripagherà l’impegno di leggerlo, di studiarlo e in seguito di consultarlo. Insomma, come nelle vecchie inserzioni sui quotidiani: “astenersi perditempo”.

Avremo modo di parlare di tutto ciò su queste pagine, anche perché stiamo lavorando a un progetto che riguarda proprio l’utilizzo di LaTeX per l’editoria generale. Abbiamo infatti effettuato un esperimento con una vera casa editrice, ottenendo ottimi risultati specie nell’impaginazione di romanzi e tascabili in genere. A presto!

(Zero37, dicembre 2022)

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