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Rivoluzione “T”

Vogliamo anticipare ai nostri lettori la prossima uscita di un libro, frutto di una ricerca durata parecchi mesi. L’argomento, apparentemente futile e ben noto, riguarda lo sviluppo della motorizzazione nel ventesimo secolo. Tutti sappiamo che quel secolo cominciò con i cavalli e le carrozze, e terminò con milioni di automobili in giro per tutte le strade del mondo, tra cui quella che ci aspetta in questo momento, parcheggiata da qualche parte sotto casa.

La storia che raccontiamo riguarda l’uomo e l’auto che hanno caricato la molla della rivoluzione. L’uomo si chiama Henry Ford, la sua auto si chiama “Ford Modello T”. L’idea, semplice e facile da enunciare è “creare un prodotto industriale che soddisfi un’esigenza universale”. Questa era l’idea di Ford nel 1900, quando negli Stati Uniti circolavano in tutto poche migliaia di automobili, costose e complicate, e l’auto era ben lungi da essere considerata un’esigenza universale. Solo un visionario come Henry poteva puntare proprio su quel prodotto, a cui avrebbe dedicato il resto della vita. Contro tutto e contro tutti. Contro gli stessi produttori di automobili, contro i finanzieri, contro i detentori di brevetti, contro l’opinione pubblica, contro il senso comune.

Ford decise che avrebbe progettato un’auto semplice, leggera, affidabile e poco costosa, che sarebbe diventata il veicolo più comune per gli spostamenti degli americani. Ci lavorerà per oltre dieci anni, solitario e caparbio. Perderà soci e finanziatori ma andrà avanti; studierà ogni piccolo dettaglio del motore e della carrozzeria, dagli acciai alle procedure di produzione; inventerà la catena di montaggio per abbassare i tempi; inventerà le più sottili campagne pubblicitarie per convincere ed educare il pubblico. Quando ebbe terminato il suo lavoro, in America si vendevano milioni di veicoli all’anno, ed erano quasi tutti “Ford Modello T”.

Sarà una corsa in avanti senza possibilità di ritorno. Tutto il mondo si riorganizzerà intorno all’auto: dall’urbanistica all’alta finanza, dalla politica all’economia, alla cultura, alla società e al modo di vivere. L’automobile cambierà completamente la visione della vita dei cittadini. Intere regioni del mondo diventeranno il centro di attenzioni economiche, si scateneranno guerre di conquista e di egemonia. L’intero ecosistema verrà messo a rischio, e tante altre vicende apparentemente slegate saranno conseguenza dell’idea di Ford. Quasi fosse un piano diabolico architettato con estrema lucidità. Sappiamo tutti come è andata, noi che siamo eredi, pronipoti di quella rivoluzione. Tocca a noi, e ancora di più toccherà ai nostri figli subire le conseguenze climatiche, sociali, politiche di quell’idea di un visionario ostinato, e cercare di mettervi rimedio.

Sarà stata tutta responsabilità di Henry Ford e della sua idea? Oppure sarebbe andata così in ogni caso?

Il titolo – provvisorio – del libro è Rivoluzione “T” – L’auto del diavolo, uscirà prossimamente per Xedizioni

Zero37, settembre 2022

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