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Ricchi vagabondi

Questi quattro distinti signori in posa sopra un vecchio mulino ad acqua sono (da sinistra) l’inventore Thomas A. Edison, il naturalista John Burroughs, il costruttore di automobili Henry Ford e l’industriale dei pneumatici Harvey S. Firestone. L’anno è il 1918, il luogo un posto delle campagne del Sud dove i quattro sono in vacanza. Sono molto amici. Sono tutti legati al mondo dell’industria, a parte Burroughs, un anziano ecologista precursore delle lotte per la difesa dell’ambiente. Il capo indiscusso del gruppo è Ford, in quegli anni impegnato a consegnare un’automobile a ogni americano. Le sue amicizie non sono casuali: tutte persone che in qualche modo andavano “neutralizzate”, a parte Firestone, che dal canto suo ha tutto da guadagnare dal sodalizio con Ford.

Cominciamo da Burroughs, acerrimo nemico della rivoluzione industriale e specialmente dell’automobile: Ford riuscirà a portarlo dalla sua parte, convincendolo anche a guidare egli stesso un’auto e a unirsi alle vacanze ecologiche, rigorosamente a bordo di automobili.

L’altro è Edison, padre della rivoluzione elettrica. Una volta ebbe a dire che il futuro dei trasporti sarebbe stato tutto elettrico, specie nelle città. Passò una parte della vita a sviluppare speciali batterie per equipaggiare l’auto del futuro che avrebbe dovuto contrastare l’espansione sfrenata della motorizzazione a benzina, chiassosa e inquinante. Un ecologista, anche lui. Ford se lo fece amico, tanto che diventeranno inseparabili. In questo modo poteva controllarlo meglio. La presenza di Edison al fianco del grande industriale servì a dare credibilità e umanità all’impresa di Ford.

Di Firestone abbiamo già detto. Si metterà al servizio del gruppo di amici con abnegazione e spirito di servizio per organizzare ogni dettaglio delle loro gite, fornendo tende, vettovaglie, vetture attrezzate con tutti i comfort.

Dal 1914, ogni estate la stampa (allertata da Firestone) si sguinzaglia al seguito dei Vagabonds, una vera e propria carovana che batte i luoghi più belli e inesplorati della giovane America, portando un messaggio di libertà e di vita salutare. Loro facevano finta di niente, e anzi si schernivano quando venivano accusati di farsi pubblicità. Ma le cronache, e le foto in posa, narravano tutta un’altra storia. In molte occasioni le mogli si unirono al gruppo, seppur recalcitranti, e si lasciavano fotografare e intervistare a favore dei mariti. Talvolta Ford e compagni riuscivano a coinvolgere altri nomi illustri, tra cui ci furono due presidenti degli Stati Uniti, che volentieri si lasciarono riprendere in atteggiamenti di svago e rilassatezza in mezzo ai boschi e ai ruscelli.

In breve tempo le avventure di Ford e compagni con le rispettive famiglie faranno tendenza: ecco nascere la passione per l’autotouring, per il campeggio in auto, per i weekend “fuori porta” alla conquista delle oasi di verde e di natura incontaminata a poche decine di miglia dalla città. Tutte cose rese possibili dall’automobile. Una tendenza che da allora non si è mai arrestata.

Nasceranno i parcheggi attrezzati nelle periferie di città e villaggi, i ristoranti “on the road” per lo spuntino rapido dei viaggiatori; nasceranno anche i motel (“motor hotel”) e le stazioni di servizio per risolvere ogni problema lungo strada. L’America cambierà fisionomia e abitudini.

L’anziano Burroughs sarà il primo ad abbandonare il gruppo, e morirà nel 1921. Anche Edison, ultraottantenne, decise a un certo punto di non poter proseguire queste escursioni, sebbene fossero ormai state trasformate in comode gite su buone strade in comodi alberghi. Nel 1923 Firestone e Ford valutarono che fosse ormai il momento di chiudere, anche perché lo scopo era raggiunto. Si stima che dell’oltre un milione di “Ford T” che si vendevano ogni anno, almeno il 20% fosse dovuto all’amore per l’avventura e per l’esplorazione che i Vagabonds avevano inculcato negli americani, con la complicità della stampa, e ovviamente delle compagnie petrolifere.

Questa storia, ricca di aneddoti, documenti, foto e particolari inediti è raccontata da Jeff Guinn in un volume intitolato proprio The Vagabonds,  The Story of Henry Ford and Thomas Edison’s Ten-Year Road Trip, Simon & Schuster 2019. 320 pagine di storia degli Stati Uniti dall’inizio della motorizzazione, attraverso la prima guerra mondiale, viste dal punto privilegiato degli “opinion-makers” di allora. Noi l’abbiamo trovata una lettura avvincente. Peccato che non esista ancora in edizione italiana. (Zero37 – ottobre 2022)

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