(Andremo sicuramente a sbattere)
Quante volte abbiamo sentito questo pronostico. Infinite volte nella vita di ciascuno di noi, qualcuno ha giudicato impossibile “andare avanti così”. Ma poi invece si è andati avanti in barba alle previsioni.
Il problema è che usiamo spesso una tecnica di previsione sbagliata, o meglio, non sempre adatta: quella dell’estrapolazione lineare. Utile per la vita quotidiana, per esempio nel calcolo dei consumi e delle spese domestiche. Se ho duecento euro nel cassetto e spendo dieci euro al giorno per la spesa, posso prevedere che da qui a venti giorni avrò finito i soldi, a meno che non ci siano degli imprevisti in entrata o in uscita. Questa è un’estrapolazione.
Nella Storia però le cose non procedono quasi mai senza imprevisti. Per esempio, qualche tempo fa abbiamo parlato dell’accumulo delle deiezioni animali nelle grandi città alla fine dell’Ottocento (vedi l’articolo Tanta Merda). Nel 1894 una commissione internazionale arrivò a concludere che il problema non aveva alcuna soluzione, e che nel giro di pochi anni la vita nelle città sarebbe diventata impossibile. Questo era il risultato di un’estrapolazione lineare. Poi però arrivò l’automobile e quel problema venne rapidamente scordato, sostituito in seguito con altri problemi non meno gravi e assillanti.
Negli anni ’70 del secolo scorso, a un certo punto gli esperti predissero una imminente fine delle risorse petrolifere (vent’anni, si diceva) poi però passarono gli Ottanta, i Novanta e si entrò nel nuovo millennio senza che questa previsione si avverasse. Era sbagliata? No, era semplicemente una estrapolazione della situazione di allora. Poi cambiarono le tecniche di estrazione e prospezione dei giacimenti, e ancora oggi il petrolio si dimostra abbondante e destinato – purtroppo – a durare ancora molto a lungo.
Si possono fare tanti altri esempi di previsioni sbagliate su lunga scala, specie in campo economico. Una delle più notevoli fu quella prodotta da Robert Malthus, il quale a cavallo tra Settecento e Ottocento aveva previsto un arresto della crescita demografica, che a suo dire si sarebbe scontrata con una crescente penuria di risorse alimentari, essendo limitata l’estensione delle terre coltivabili. I fatti lo smentiranno clamorosamente, dato che i suoi calcoli erano basati sulle tecniche di coltivazione del diciottesimo secolo. Allora la popolazione mondiale non raggiungeva il miliardo. Poi arriverà la rivoluzione industriale e i progressi nei fertilizzanti chimici, come abbiamo visto in quest’altro articolo, che trasformò la crescita demografica in una vera e propria esplosione, che ci porterà tra pochi decenni a toccare la cifra di dieci miliardi.
Questa e altre storie ci dovrebbero insegnare a essere prudenti nelle previsioni delle tendenze future. Bisogna ovviamente distinguere tra le previsioni di un possibile futuro, e le constatazioni di ciò che già sta capitando. Per esempio, il riscaldamento globale non è opinabile ma è già in atto, con tutti i suoi effetti perfettamente rilevabili. Diverso è invece un allarme, mettiamo, sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale: secondo i catastrofisti potrà portare disastri occupazionali e addirittura acquistare tanto potere da sottomettere l’Umanità. Qualcuno sostiene che bisognerebbe bloccarne lo sviluppo finché siamo ancora in tempo. Ma di questo si parlava già ai tempi dei primi libri di robotica di Isaac Asimov, e di tutti i bellissimi film che ne seguirono.
Insomma c’è sempre qualcuno, anche autorevole, che si aspetta il peggio da qualunque novità: lo stesso Platone, qualche secolo prima di Cristo, sosteneva che l’avvento della scrittura avrebbe indebolito la memoria umana, creando presunzione di sapienza anziché vera conoscenza. La scrittura allora era la vera novità tecnologica; come vedete non è cambiato niente negli ultimi 2400 anni.
Però, attenzione! non è vero che non si va mai a sbattere, ma in genere lo si fa senza alcuna consapevolezza. Capita quando ci si taglia – letteralmente – il ramo su cui si è seduti. Esempio eclatante la civiltà dell’Isola di Pasqua, che si estinse per aver tagliato tutti gli alberi dell’isola per realizzare gli idoli che paradossalmente avrebbero dovuto servire per invocare la benevolenza degli dei. Chissà che non stiamo facendo qualcosa di analogo noi umani, oggi, ma non su un’isola del Pacifico bensì sulla Terra intera…
Zer037, aprile 2026
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